Al Quirinale una delegazione del Club des Chefs des Chefs

Joe Biden e Kamala Harris sono “persone molto normali e quando tornano alla Casa Bianca dopo una giornata di duro lavoro vogliono piatti semplici e nutrienti”. Parola di Cris Comerford, chef che per 25 anni ha lavorato alla Casa Bianca cucinando per cinque presidenti americani e per le loro famiglie. “Amano la pasta al pomodoro”, racconta lei del presidente in carica e della sua vice, ora in corsa per la leadership, mentre è insieme agli executive chef dei capi di Stato o di Governo di India, Finlandia, Francia, Svezia, Danimarca, Canada, Estonia, Malta, Norvegia, Lussemburgo, Olanda, Irlanda, Sudafrica, Monaco, Kazakistan, Thailandia, Uk, Cina e naturalmente Italia, nel Salone delle Feste al Quirinale.

Sono una delegazione del Club des Chefs des Chefs: “Il nostro motto è ‘Se la politica divide gli uomini, la buona cucina può riunirli’. Napoleone diceva datemi dei buoni cuochi e vi darò dei buoni trattati perché la gastronomia è una parte importante del soft power dei Paesi”, racconta il fondatore del Club Gilles Bragard. Sergio Mattarella li accoglie e riceve in dono una divisa da chef. Il Capo dello Stato ringrazia: “La giacca non è molto meritata ma la conserverò con cura pur sapendo di essere un po’ abusivo”, scherza.

Cosa mangia Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra una delegazione del Club des Chefs des Chefs

Ad aprire l’incontro è Fabrizio Boca, capo del settore Cucina del Segretariato generale, da 33 anni ai fornelli per gli inquilini del Colle. Cosa mangia il presidente Mattarella? “Non c’è un piatto preferito – risponde – la nostra scelta è la tradizione. Noi usiamo i nostri piatti, promuoviamo il Made in Italy. Tutti gli altri capi di Stato e di Governo hanno un piatto della cucina italiana nei loro menù, noi in realtà non abbiamo piatti esteri, al presidente piace la nostra tradizione. Così riscopriamo le aziende piccole e abbandonate che  cercano di fare un lavoro di qualità e che cercano di fare tradizione”. Tanti gli impegni in questi anni, con ricevimenti da organizzare per i grandi della terra. “Una delle cene più complicate è stata quella dell’ultimo G7 – racconta – o anche un pranzo per il vertice Arraiolos nell’immediato post pandemia”.

Lo chef dei reali d’Inghilterra Mark Flanagan

Tanti, però, anche i riconoscimenti ricevuti: “Un capo di Stato mi ha chiesto la videoricetta di una torta alle pere, un altro, molto appassionato di Italia, mi ha fatto i complimenti per la fregola e la regina Elisabetta, invece, ha definito il mio risotto alle erbe ‘fresco e interessante”. Al Quirinale c’è anche lo chef dei reali di Inghilterra Mark Flanagan. “I sovrani sono molto attenti alla stagionalità dei prodotti e dei piatti, il menù cambia spesso. Mangiano in modo molto sano: pesce e verdure la fanno da padrona”, assicura. Anche in questo caso “per motivi di sicurezza” un’indicazione precisa del piatto preferito del re non può esserci, ma chef Mark, non nascondendo l’emozione per il pranzo preparato in occasione dell’incoronazione, rivela: “Carlo è molto interessato e curioso rispetto al cibo e ha una grandissima passione per la cucina italiana”. 

Alberto di Monaco ama la cucina italiana

Anche il principe Alberto di Monaco, rivela il suo chef Christian Garcia, “ama molto la cucina italiana, in particolar modo quella della riviera, mezza francese e mezza italiana”. Anche per lui le emozioni, in 38 anni di carriera, non sono mancate: “Il pranzo più importante per me a palazzo è stato – racconta – quando il principe ha invitato Nelson Mandela, è stato un momento incredibile. Ho preparato per lui del caviale con aceto balsamico di Modena invecchiato per 150 anni, è stato incredibile”. chef Boca fa gli onori di casa prima di spostare tutta la brigata dei colleghi nel pomeriggio al Bambin Gesù, per far gustare alcuni dolcetti di tutti i Paesi ai pazienti di pediatria: “Sono stato bene con tutti i Capi dello Stato – racconta – ma con il presidente Mattarella mi trovo meglio. Lo facciamo mangiare in modo sano e anche noi siamo arrivati al secondo mandato. Quando andrà via lui – confessa – andrò via anche io”.

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