
Proseguono i colloqui per cercare di raggiungere un accordo di pace in Ucraina. Volodymyr Zelensky ha affermato che si tratta dei “negoziati di pace più intensi e mirati dall’inizio della guerra”. Il leader di Kiev si è detto fiducioso soprattutto dopo che si è delineato il progetto di una forza multinazionale guidata dall’Europa, che dovrebbe contribuire a mantenere la pace nel caso in cui si raggiunga un’intesa. Tuttavia, le dichiarazioni provenienti dalla Russia sembrano al momento smorzare qualsiasi speranza di ottimismo con Mosca che ha fatto sapere di non essere disposta a scendere a compromessi e ha respinto l’idea di una tregua per il periodo natalizio.
“L’Italia ha deciso venerdì scorso di non far mancare il proprio appoggio al regolamento che ha fissato l’immobilizzazione dei beni russi, senza tuttavia – lo voglio sottolineare con chiarezza – ancora avallare alcuna decisione sul loro utilizzo. Lo abbiamo fatto pur non condividendo il metodo utilizzato, perché non vi siano ancora una volta dubbi sulla linea coerente di sostegno che il Governo ha sempre mantenuto nei confronti dell’Ucraina”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni alla Camere in vista del Consiglio europeo.
“Nell’approvare il regolamento abbiamo infatti voluto ribadire un principio che consideriamo fondamentale: decisioni di questa portata giuridica, finanziaria e istituzionale come anche quella dell’eventuale utilizzo degli asset congelati non possono che essere prese a livello dei leader. Sarà questo il compito che spetta al Consiglio Europeo di domani chiamato ad assicurare la continuità del sostegno finanziario per il prossimo biennio. Individuando la soluzione complessivamente più sostenibile per gli Stati membri nel breve e nel lungo periodo”, aggiunge.
“Mosca sta veicolando ai suoi interlocutori pretese irragionevoli, la principale delle quali riguarda la porzione di Donbass non conquistata dai russi. A differenza di quanto narrato dalla propaganda, il principale ostacolo a un accordo di pace è l’incapacità della Russia di conquistare le quattro regioni ucraine che ha unilateralmente dichiarato come annesse già alla fine del 2022, addirittura inserendole nella Costituzione russa come parte integrante del proprio territorio”.
“Questo azzardo ha portato al paradosso che territori formalmente inseriti nella Costituzione della Federazione Russa siano oggi sotto controllo ucraino. Da qui la richiesta russa che l’Ucraina si ritiri quantomeno dall’intero Donbass. È chiaramente questo oggi lo scoglio più difficile da superare nella trattativa e penso che tutti dovremmo riconoscere la buona fede del Presidente ucraino che è arrivato a proporre un referendum per dirimere questa controversia, proposta però respinta dalla Russia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni alla Camere in vista del Consiglio europeo.
“Il rafforzamento della posizione negoziale Ucraina si ottiene soprattutto mantenendo chiaro che non intendiamo abbandonare l’Ucraina al suo destino nella fase più delicata degli ultimi anni”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni alla Camere in vista del Consiglio europeo.
“Il cammino verso la pace, dal nostro punto di vista, non può prescindere” da alcuni “fattori fondamentali. Lo stretto legame tra Europa e Stati Uniti, che non sono competitor in questa vicenda, atteso che condividono lo stesso obiettivo, ma hanno sicuramente angoli di visuale non sovrapponibili, dati soprattutto dalla differente posizione geografica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni alla Camere in vista del Consiglio europeo.
“Il Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre ha, in agenda diversi temi di estrema rilevanza per l’Italia e l’Europa, ma a occupare un ruolo di primo piano nella discussione sarà ancora una volta la guerra di invasione russa all’Ucraina. Come sapete, nella serata di lunedì ho partecipato al vertice di Berlino insieme al presidente Zelensky, a diversi colleghi europei, ai negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner, in un clima costruttivo e unitario che penso valga la pena di sottolineare. Ne è scaturita una dichiarazione finale dei leader europei che riprende tutte le priorità che l’Italia ha sostenuto in questi mesi difficili”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni alla Camere in vista del Consiglio europeo.
“Alla luce della manifesta insostenibilità della misura in relazione al rispetto del diritto internazionale e del diritto dell’Unione europea, a non supportare – in sede di Consiglio europeo e nei consessi internazionali competenti – l’ipotesi della confisca definitiva e dell’utilizzo degli asset sovrani della Federazione Russa nonché dei beni di soggetti terzi congelati detenuti in Europa, scongiurando in questo modo il rischio che l’attuale quadro di incertezza giuridica possa degenerare nel ricorso ad ingenti fondi pubblici europei per far fronte ad eventuali risarcimenti a carico dell’Unione, così come in possibili misure ritorsive economiche-finanziarie nei confronti di aziende nazionali e di privati cittadini”. E’ quanto si legge nella risoluzione M5S in vista delle comunicazioni di Giorgia Meloni sul Consiglio europeo.
Il tribunale arbitrale di Mosca ha fissato per il 16 gennaio l’udienza preliminare nella causa intentata dalla Banca di Russia contro Euroclear per un valore di 18,2 trilioni di rubli, pari a circa 195 miliardi di euro. Lo ha riferito il servizio stampa del tribunale, citato dall’agenzia di stampa russa Tass. “La richiesta della Banca centrale della Federazione Russa contro Euroclear Bank SA/NV è stata accolta per il procedimento. L’udienza preliminare è fissata per il 16 gennaio 2026 alle ore 10, ora di Mosca”, ha riferito il servizio stampa.
“Parleremo a lungo in questo dibattito della necessità dell’indipendenza europea, di come raggiungerla, e questo Consiglio europeo e la decisione sull’Ucraina ne sono una parte centrale, ma dobbiamo sempre ricordare perché l’indipendenza è così importante nel mondo di oggi”.
“È importante perché l’indipendenza riguarda in ultima analisi la nostra libertà, la libertà di decidere e di legiferare per noi stessi, la libertà di agire come vogliamo, di perseguire i nostri interessi e le nostre partnership, la libertà di votare chi vogliamo senza essere pressati o sottoposti a un torrente di informazioni manipolate, la libertà di scegliere la diversità, di scegliere la democrazia, ma soprattutto, riguarda la libertà di vivere come vogliamo, e questo è lo stile di vita europeo”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo nel dibatto sulla preparazione del Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi.
“Non c’è atto di difesa europeo più importante del sostegno alla difesa dell’Ucraina. I prossimi giorni saranno cruciali per garantire questo obiettivo. Sta a noi scegliere come finanziare la lotta dell’Ucraina. Conosciamo l’urgenza. È acuta. La sentiamo tutti. La vediamo tutti. Perché proprio mentre i negoziati di pace si intensificano, si intensifica anche la raffica di attacchi russi”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo nel dibatto sulla preparazione del Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi.
“Ora il FMI e le nostre stime mostrano che il fabbisogno dell’Ucraina per gli anni 26 e 27 si aggira intorno ai 137 miliardi di euro, di cui l’Europa dovrebbe coprire due terzi. Si tratta di 90 miliardi di euro. E non si tratta solo di numeri – spiega -. Si tratta di rafforzare la capacità dell’Ucraina di garantire una vera pace, una pace giusta, duratura, che protegga l’Ucraina e quindi protegga anche l’Europa”.
“E si tratta anche di aumentare il costo della guerra per la Russia, ed è per questo che ho proposto due diverse opzioni per questo prossimo Consiglio europeo, una basata sulle risorse e una basata sui prestiti dell’UE, e dovremo decidere quale strada intraprendere, quale percorso intraprendere. Ma una cosa è molto, molto chiara: dobbiamo prendere la decisione di finanziare l’Ucraina per i prossimi due anni in questo Consiglio europeo”, rimarca.
Esplosioni si sarebbero verificate in una raffineria di petrolio della città russa di Slavyansk-on-Kuban (nella regione di Krasnodar) durante un attacco condotto con droni dall’Ucraina. Lo riporta il Kyiv independent, citando il canale Telegram Exilenova+. Kiev non ha ancora commentato l’attacco, tuttavia – ricorda Kyiv independent – le forze ucraine colpiscono regolarmente le infrastrutture militari ed energetiche russe nel tentativo di ridurre la potenza militare di Mosca.
Forti esplosioni un per attacco con droni sono state avvertite nella tarda serata di ieri a Kiev. Lo riferisce Rbc Ucraina, citando l’amministrazione militare della capitale, secondo cui dopo l’allarme è entrata in azione la difesa aerea. “Le forze di difesa aerea stanno lavorando per eliminare la minaccia nei cieli della capitale. Rimanete nei rifugi fino al segnale ufficiale di cessazione dell’allarme”, ha affermato l’amministrazione. Inoltre, l’amministrazione militare regionale di Kiev ha riferito sull’operato della difesa aerea nel territorio. I canali di monitoraggio sostengono che vicino Vyshgorod, nei pressi di Kiev, sarebbero in azione droni russi.
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Questo articolo Ucraina, Von der Leyen: “Bisogna decidere come finanziare Kiev ma va fatto ora” – La diretta proviene da LaPresse
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